
Regalati ora un po’ di silenzio…
- Strappa la parte del foglietto che hai con te e getta le tue angosce nel fuoco
- Se vuoi, ci sono dei preti per la confessione o delle persone per un semplice dialogo
- Prendi posto in esedra, stai tutto il tempo che vuoi e fai parlare il tuo silenzio
Prova a disconnetterti, togliti dalla rete di iperconnessione in cui sei immerso.
Cerca di essere connesso con te stesso, con la tua memoria, con le tue emozioni, con i tuoi desideri.
Prova a renderti conto di quante cose sono dentro di te e non riesci a verbalizzare. Il
silenzio riesce a dare voce a tutte queste cose.

Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
– dal vangelo di Luca
Siamo sul monte, anche noi. Ed è bello per noi stare qui. Sei in un posto bello, con altri e con l’Altro, e gli puoi dire così tante cose che ora stai in silenzio.
Prova a ricordare tutte le situazioni in cui hai avviato un cammino, anche in salita, per distaccarti da una situazione che ristagnava per orientarti verso qualcosa di migliore, di bello, di maggior relazione con altri e con Dio. Forse può non essere andata così, ma ora puoi desiderare e scegliere che la tua vita sia in contatto con altri e con Dio. Possiamo camminare verso la bellezza.
Lascia perdere tutto ciò che non è bello e non è relazione. Brucialo. Le tue paure e il tuo bisogno di auto-salvataggio non ti lasciano aprire gli occhi sugli altri e sul bene.
Il cammino in cui mi trovo, mi sta portando alla gioia?
A volte sentiamo che abbiamo bisogno di Dio. A volte sentiamo che qualcosa ci ha un po’ trattenuto a terra, e soprattutto ci ha trattenuto tra ansie, brutture, male e paure di ogni genere. È un peccato aver perso le occasioni di vivere nella gioia.
Immagina di essere con Gesù sulla cima di quel monte, come gli apostoli, e dire che anche per te è bello stare qui, sentendo il tuo cuore pieno di riconciliazione e bellezza. Forse non hai neanche le parole per parlare con Gesù e, sai, va bene così. Stiamo in silenzio quando non abbiamo parole. E Dio lo sa.
C’è qualche relazione (con delle persone o con Dio) che ti riempie il cuore di gioia?

Se ti viene qualche parola, appuntala sul tuo foglietto. Se vuoi scambiare qualche parola ci sono dei preti e qualche suora con cui dialogare su come vuoi continuare il tuo cammino assorbendo tutto il bello che Dio ti dona. Se vuoi puoi anche confessarti. Immagina di essere su quel monte e di meravigliarti per ciò che avviene. Puoi dire grazie, come riesci, per la gioia presente nella tua anima.
In questo silenzio c’è una gioia che emerge in te?
Qui trovi la «Teoria delle finestre rotte» della tappa sulla bellezza.

Grazie per aver partecipato a questo breve pellegrinaggio! Quando vuoi, puoi scendere e tornare in piazza Mazzini per la festa!
Grazie a…





